venerdì 10 giugno 2011

Università iblea: c'è la volontà di salvarla?

Straniscono alcuni passaggi contenuti nella nota di smentita a firma del Rettore dell’Università di Catania Recca, a proposito dell’incontro che ho chiesto si faccia a Roma, nella sede MIUR “fra i rappresentanti del Consorzio Universitario Ibleo, quelli dell’Università di Catania e i funzionari del MIUR il 23 o il 24 di questo mese - come ho testualmente scritto nella mia nota di ieri - per mettere nero su bianco gli atti che possano garantire il perseguimento di questo obiettivo”, aggiungendo che “il mio è un impegno personale e senza remore, visto che ci troviamo di fronte ad una questione emergenziale”. Nessuna dunque citazione di “accordi già assunti”, come scrive il Rettore, a proposito della futura permanenza a Ragusa dei corsi di laurea delle facoltà di Giurisprudenza e Agraria.

Circa poi il “senso di cortesia” che sta alla base della disponibilità del Rettore ad essere presente in quella sede, aggiungo, che noi agli incontri in sede ministeriale (come a qualunque altro di genere istituzionale a cui siamo invitati e riteniamo di partecipare), andiamo con la volontà di affrontare e, laddove possibile, risolvere i problemi. Quindi, se lo spirito che anima la presenza del Rettore in quella circostanza sarà questo, allora ben venga il confronto; altrimenti, se l’annunciato ‘senso di cortesia’ nasconde un suo atteggiamento preconcetto e senza alcuna intenzione di giungere ad una soluzione delle cose, sarebbe più utile evitare di perdere ulteriore tempo!

giovedì 9 giugno 2011

Università iblea. Salviamo i corsi di Giurisprudenza e Agraria. Programmiamo le scelte future!

C’è il mio impegno personale ed assoluto perché gli studenti iscritti alle facoltà di Giurisprudenza ed Agraria, che frequentano i corsi accademici a Ragusa, possano concludere nella sede universitaria iblea i loro corsi di studi, senza trovarsi costretti a trasferimenti fastidiosi a Catania.
In questi giorni sono stato a Roma con il presidente del CdA del Consorzio Universitario di Ragusa professore Enzo Di Raimondo per affrontare quella che è un emergenza e percorrere ogni strada per risolverla.
In questo senso, giudico positive e latori di buone notizie le interlocuzioni avute con il Magnifico Rettore dell’Università di Catania Antonino Recca e al MIUR con l’obiettivo di garantire agli studenti universitari iblei delle due facoltà la conclusione dei loro studi a Ragusa, dove hanno cominciato; in modo così da venire incontro alle loro esigenze ed evitare spese importanti alle loro famiglie.
A tal proposito ho chiesto un incontro che ci sarà fra i rappresentanti del Consorzio Universitario Ibleo, quelli dell’Università di Catania e i funzionari del MIUR già il 23 o il 24 di giugno, per mettere nero su bianco gli atti che possano garantire il perseguimento di questo obiettivo. E ribadisco che il mio è un impegno personale e senza remore, visto che ci troviamo di fronte ad una questione emergenziale.
Questa situazione, però, mi da anche l’occasione per invitare i soci del Consorzio Universitario Ibleo a non ricadere, fra un anno, nello stesso errore di affrontare questioni così delicate ed urgenti con soluzioni d’emergenza, spronandoli piuttosto programmare le scelte future. L’Università Iblea deve essere un’occasione unica di crescita e sviluppo che tenga conto delle peculiarità del nostro territorio. Questo deve essere lo spirito guida di tutta la classe politica iblea!

lunedì 6 giugno 2011

La nomina di Angelino Alfano testimonia il suo rispetto per il Popolo della Libertà ed afferma, a Ragusa come nel resto d’Italia, che solo all’interno di un partito cresce una classe dirigente che ha un grande futuro

Sottolineo con grande piacere la nomina di Angelino Alfano a segretario politico del Popolo della Libertà. Una nomina che conferma l’assoluta bontà della politica nuova, giovane e vivace dell’onorevole Alfano e la straordinaria fiducia che ripone su di lui tutta la classe dirigente del partito. Perché Angelino Alfano incarna da un lato le virtù dell’uomo politico che sa crescere ed imporsi all’interno delle regole di un partito, regalando ad esso il proprio impegno e le proprie capacità e dall’altro ne rispetta i dettami e le peculiarità e il suo essere risorsa. Un esempio che arriva da un uomo della politica giovane e che traccia il percorso futuro del Paese e del PdL. Tutto questo accade a pochi giorni dal voto amministrativo in questa provincia e più in generale in Sicilia e nel Paese, che mi impone delle riflessioni. E sono riflessioni che mi inducono da un lato a manifestare soddisfazione per la complessiva tenuta (ed in alcuni casi apprezzabile avanzamento) del PdL siciliano e dall’altro, però, inclinano sulla necessità che il partito, globalmente, si riassetti al suo interno, inizi a percorrere tragitti diversi dal recente passato, riconquisti fiducia e partecipazione della gente ed eviti derive anche dialettiche, che poi provocano reazioni ‘punitive’ nelle urne.

mercoledì 1 giugno 2011

Apertura aeroporto di Comiso: le soluzioni ci sono!

Questa provincia necessita di risposte sul suo futuro infrastrutturale e su una infrastruttura in particolare: l’Aeroporto di Comiso. Risposte che il Governo nazionale deve dare e subito! E siccome per ogni problema c’è una soluzione, ritengo che se è vero che i passi compiuti siano stati assolutamente importanti ed abbiano segnato aspetti positivi, è altrettanto vero che è ancora attesa l’apertura al traffico aereo dello scalo. Nonostante le riunioni con i rappresentanti delle istituzioni locali ricevute in delegazione al Ministero dell’Economia, è oggi incomprensibile il rinvio della soluzione ad un altro beffardo nodo burocratico che impedisce di centrare l’obiettivo. Il problema è uno: trovare le risorse necessarie per le attività di assistenza al volo da parte dell’ENAV. E, a quanto mi risulta, ogni prospettiva per il suo superamento, indicata dal Ministro per le Infrastrutture Matteoli al Ministero dell’Economia, non ha prodotto ancora risultati.

Non è abitudine mia e della gente iblea tergiversare né polemizzare inutilmente: noi, ed è bene che il Ministro Tremonti lo sappia, i problemi li vogliamo semplicemente risolvere! Ed è già disponibile la soluzione per ovviare all’esigenza di finanziamento: il mio emendamento al disegno di legge di conversione del decreto anticrisi del 2009 (che ha trovato ampio accoglimento alla Camera), convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 102 che, al comma 3 dell’articolo 4-ter indica l’aeroporto di Comiso tra quelli per i quali è stata autorizzata la spesa di 8,8 milioni di euro per l'anno 2009 e di 21,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012 . Di parte di queste somme stanziate per l'Enav negli anni 2009 e 2010, l’aeroporto di Comiso non ha potuto fruire perché mancava dello status giuridico di ‘aeroporto civile ad uso civile’, adesso acquisito grazie al decreto interministeriale firmato lo scorso dicembre.

Nulla, dunque, ormai osta alla destinazione degli importi spettanti per l’anno 2011. A fronte di tale disponibilità, la suddetta delegazione delle istituzioni locali ha ricevuto rassicurazioni dagli uffici del Ministero dell’Economia per l’effettiva assegnazione delle somme all’ENAV per coprire i costi dei servizi di assistenza al volo. Se tale stallo dovesse ancora perdurare, mi adopererò per le vie parlamentari, attraverso la presentazione di una specifica disposizione normativa, utile allo scopo. Ho intenzione di tirare dritto per questa strada di fronte al Ministro Tremonti e di non fermarmi sino a quando il percorso sarà concluso ed ogni ostacolo rimosso. Il territorio ibleo attende risposte e a stretto giro di posta; risposte che costituirebbero per i cittadini, indignati rispetto al “rimpallo” di responsabilità tra un Ministero e l’altro, gli indispensabili segnali di attenzione riguardo al grave deficit infrastrutturale nei confronti del quale lo Stato ha il dovere di intervenire.